Febbraio 2013

Toscana

Il mese di febbraio 2013 in Toscana si è caratterizzato per temperature inferiori alle medie del periodo e precipitazioni superiori rispetto alla norma.
La prima decade iniziava con l’approfondimento di un’area di bassa pressione sul Mar Ligure, che determinava l’arrivo delle prime precipitazioni nella serata del giorno 1 sul settore settentrionale della regione, seppur con temperature inizialmente al di sopra delle medie del periodo. Il giorno successivo l’approfondimento del minimo depressionario ligure per l’afflusso di correnti di aria nord-atlantica dalla valle del Rodano determinava l’intensificazione dei fenomeni nel corso della giornata su quasi tutta la regione, con quota neve in graduale abbassamento fino alla medio-bassa collina nelle zone interne centro-orientali e sulle province meridionali. Nel corso della giornata successiva la disposizione delle correnti dai quadranti settentrionali determinava un graduale miglioramento delle condizioni atmosferiche, con condizioni di stabilità che caratterizzavano anche il giorno 4.
La formazione di un minimo secondario di bassa pressione sul Mar Ligure determinava l’attivazione di correnti umide che il giorno 5 apportavano nuvolosità e deboli precipitazioni sulla Toscana centrale, fenomeni che insistevano anche nelle prime ore del giorno successivo, quando poi si verificava un deciso miglioramento nel corso della giornata col ritorno di temperature massime nelle medie del periodo.
Il giorno 7 la formazione di un’area di bassa pressione sul Tirreno centrale determinava precipitazioni sulle province meridionali con quota neve collinare, mentre sul rimanente territorio regionale si verificava un’alternanza di schiarite ed annuvolamenti in successivo miglioramento.
Condizioni di stabilità caratterizzavano il giorno 8, seppur con annuvolamenti intensi e rovesci sparsi in mare aperto causati dal graduale afflusso di aria artica marittima, con locale e temporaneo interessamento anche del litorale della Toscana centrale.
Il giorno 9 le iniziali condizioni di cielo sereno erano seguite da un’accentuazione della nuvolosità pomeridiana e serale per il richiamo di aria gelida verso un’area di bassa pressione in approfondimento sul Tirreno meridionale, con deboli precipitazioni sulle aree a ridosso della dorsale appenninica, su parte dell’Arcipelago e sulle aree costiere della Toscana centrale, con quota neve a livello collinare.
La prima decade si concludeva con una giornata di tempo stabile e soleggiato con temperature minime negative su gran parte del territorio regionale ma con un graduale aumento della copertura nuvolosa da ovest dalla tarda serata.
La seconda decade del mese iniziava con la formazione di una vasta area depressionaria sull’Europa occidentale, che il giorno 11 apportava precipitazioni diffuse su tutta la regione, con nevicate che nel corso della mattina interessavano anche le aree pianeggianti della Toscana centro-settentrionale, con accumuli di alcuni centimetri in Lunigiana, Garfagnana e nelle pianure interne tra la provincia di Lucca, quella di Pistoia e la parte occidentale della provincia di Prato; nel corso della giornata tuttavia si verificava un progressivo aumento della quota neve fino alle aree montuose nelle province meridionali e fino alle aree di media collina sulle province settentrionali della regione; il giorno successivo le precipitazioni insistevano sulle province settentrionali e tra la costa livornese e l’entroterra della provincia di Pisa, con quota neve che si assestava a livello collinare.
Il giorno 13 vedeva un graduale miglioramento con ampie schiarite; il giorno 14 si caratterizzava per condizioni di cielo sereno, mentre nella giornata successiva un moderato peggioramento interessava il settore meridionale della regione con precipitaioni sparse; un nuovo miglioramento sull’intera regione si verificava il giorno 16, mentre le due giornate successive si caratterizzavano per condizioni di maggiore variabilità con locali fenomeni lungo la dorsale appenninica e nelle zone meridionali della regione, con quota neve a livello collinare.
Dopo il miglioramento con cielo sereno del giorno 19, la seconda decade del mese si chiudeva con l’ingresso di un nuovo peggioramento che apportava nuove precipitazioni sulle province settentrionali, con quota neve inizialmente a quote di bassa montagna.
La terza decade del mese iniziava con condizioni di tempo perturbato. Il giorno 21 le precipitazioni divenivano più diffuse, per l’avvicinamento di una nuova area di bassa pressione, con quota neve in calo fino a quote medio-basse collinari; il giorno 22 le precipitazioni nevose scendevano fino a quote di bassa collina e, localmente, anche nei fondovalle e nelle pianure interne della Toscana settentrionale seppur miste a pioggia. L’intensificazione dell’area ciclonica sul Mediterraneo, alimentata in quota da correnti gelide provenienti dal Mar Baltico, e la sua successiva evoluzione in cut off facevano persistere condizioni di tempo perturbato sulla Toscana anche il giorno 23, con precipitazioni diffuse con quota neve fino a bassissima quota e localmente anche in pianura sull’entroterra della Toscana centro-settentrionale, seppur con scarsi accumuli a livello pianeggiante; il giorno 24 insistevano ancora precipitazioni diffuse ma con quota neve in lieve rialzo; il giorno 25 i fenomeni divenivano meno diffusi e la quota neve tendeva a risalire fino a quote di alta collina e di bassa montagna nel corso della giornata. Il giorno 26 si verificava un graduale ma temporaneo miglioramento delle condizioni atmosferiche, pur in presenza di residue precipitazioni sull’Arcipelago e sulla Toscana meridionale; il giorno successivo il rapido passaggio di una perturbazione sulle regioni nord-orientali italiane, in successivo spostamento verso l’Adriatico, determinava sulla Toscana un nuovo aumento della copertura nuvolosa, con locali fenomeni a nord del crinale appenninico. L’ultimo giorno del mese trascorreva con cielo sereno su tutto il territorio regionale e con temperature massime che tendevano a riportarsi sui valori medi stagionali.

Dal punto di vista termico il mese di febbraio ha chiuso generalmente fra 1 °C e 2 °C sotto la media del periodo, anomalie negative superiori ai 2 °C si sono avute sulla costa e immediato entroterra lucchese, sulla parte centro-settentrionale del Pisano e del Livornese e sulla parte meridionale del Grossetano e del Senese.

Queste sono le anomalie delle temperature medie mensili elaborate rispetto alla media 1971-2000 (reanalisi elaborata dal Consorzio LaMMA).
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Dal punto di vista precipitativo il mese di febbraio ha chiuso sopra la media trentennale su tutto il territorio regionale; le anomalie meno marcate (surplus inferiore al 100%) si sono avute fra Lunigiana, Garfagnana, Valdarno Medio, Chianti, Colline Metallifere e Valdichiana mentre le anomalie più marcate (surplus fra 100% e 200%) si sono avute lungo il crinale appenninico lucchese, sulla fascia costiera lucchese, pisana e livornese ed entroterra delle stesse, in Romagna Toscana, Valdarno Superiore, Pratomagno, Casentino e sulla parte centro-meridionale del Senese e del Grossetano.

Queste le anomalie di precipitazione mensile elaborate sulla media 1983-2012 (reanalisi elaborata dal Servizio Idrologico Regionale per il report pluviometrico mensile).

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Non sono da segnalare nuovi record termometrici nel febbraio 2013.

Estremi termometrici mensili regionali:
Temperatura massima mensile:
Scandicci San Giusto (SIR) +18,0 °C il 01/02/2013
Temperatura minima mensile:
Lago Paduli (ARPA Emilia-Romagna) -13,4 °C il 10/02/2013

 

Italia

Il mese di febbraio 2013 in Italia si è caratterizzato per temperature al di sotto della media mensile e per precipitazioni superiori alla normalità climatica.

A livello termico, secondo i dati dell’ISAC CNR l’anomalia negativa registrata a livello nazionale è stata di -1,32 °C rispetto alla media. Le anomalie negative più accentuate si sono verificate sull’arco alpino, su gran parte delle regioni nord-occidentali, su Liguria, Toscana, Lazio settentrionale e sul settore settentrionale della Sardegna; le anomalie negative sono risultate invece molto più contenute sulle aree pianeggianti e costiere del Friuli-Venezia Giulia, sul Veneto sud-orientale, lungo le coste marchigiane e tra Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria centro-settentrionale e settore sud-orientale della Sicilia.

A livello pluviometrico, secondo i dati dell’ISAC CNR, le precipitazioni cumulate mensili a livello nazionale sono risultate superiori del 14% rispetto alla normalità climatica. Le più elevate anomalie pluviometriche rispetto alla media si sono verificate sul settore sud-orientale del Friuli-Venezia Giulia; notevole il surplus anche sulle rimanenti aree del Friuli-Venezia Giulia, sul Veneto sud-orientale, lungo le coste e le aree sublitoranee dell’Emilia-Romagna e delle Marche settentrionali, così come su Lazio centro-meridionale, Campania settentrionale, Abruzzo, Molise, Calabria centro-meridionale e Sicilia occidentale. Al contrario, si sono verificati pesanti deficit pluviometrici sulla Sardegna centro-meridionale e tra Valle d’Aosta, Piemonte e Alpi centrali.

Non sono da segnalare nuovi record termometrici nel febbraio 2013, mentre a livello pluviometrico sono da segnalare i nuovi record pluviometrici giornalieri di febbraio alla stazione ENAV di  Trieste Ronchi dei Legionari con 59,8 mm il 02/02/2013 (precedente 51,8 mm il 14/02/1973), alla stazione AM di Udine Rivolto con 57,2 mm il 02/02/2013 (precedente 51,2 mm il 12/02/1988) e alla stazione ENAV di Venezia Tessera con 57,2 mm il 02/02/2013 (precedente 52,6 mm il 17/02/1967), oltre al nuovo record di precipitazione cumulata totale di febbraio alla stazione AM di Capo Caccia con 76,8 mm (precedente 74,6 mm nel febbraio 1978).

Estremi termometrici mensili ufficiali nazionali:
Temperatura massima mensile:
Lamezia Terme-Sant’Eufemia (ENAV) +23,9 °C il 02/02/2013
Temperatura minima mensile:
Plateau Rosa (AM) -23,6 °C il 09/02/2013

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